ven

12

ott

2012

121012 # 1 Arismanno continua!

Arismanno, nel frattempo, aveva trovato il sito che gli interessava www.chiavatefacili.pork

“Bene, bene…” pensava tra sé e sé.

Si voltò velocemente verso Lamponia che dormiva ancora profondamente.

Nella sezione “Prodotti e accessori” trovò quello che gli serviva:

“Eccolo qui! Il famoso "Ninfofort Climax 550mg! Vediamo se c’è un rivenditore qui vicino. Uhm, però c’è un numero di telefono. Chiamerò subito. Lamponia, sarai mia!!!” Arismanno prese il cellulare e andò a chiudersi in bagno per ordinare il Ninfofort Climax 550mg.

 

Poco dopo Rotaldragni e Sforbicioni giunsero all’ospedale “Trimolanzio Benguardoni” e chiesero dove fosse ricoverato tale Fustarnolfo Abecedario. L’infermiera del reparto gli disse, mentre li accompagnava alla stanza dove si trovava l’Abecedario – Vi prego, portatevelo via! Ci sta ubriacando di chiacchiere! -

- Se il medico ci autorizza…volentieri! – rispose il commissario Rotaldragni.

In effetti nel corridoio si udiva la voce squillante di Fustarnolfo che incessantemente parlava e parlava…

Poco prima della porta Rotaldragni si arrestò facendo fermare anche Sforbicioni e l’infermiera. A quest’ultima chiese di andare a chiamare il medico in modo da far dimettere il Fustarnolfo. Poi, lui e Sforbicioni, entrarono.

 

Nello stesso momento qualcuno bussò alla porta della stanza dove si trovavano Arismanno e Lamponia (che, nell’udire il suono alla porta, si destò). Arismanno andò ad aprire. Lamponia lo udì confabulare con un’altra voce maschile e poi gli sentì dichiarare ad alta voce – Grazie, tenga pure! Arrivederci… - Poi la porta si chiuse con un tonfo e Arismanno si diresse verso di lei.

- Cara! – le disse con un sorriso. – Hai dormito come un ghiro! Povera, chissà com’eri stanca… - e si sedette sul letto. - Vuoi una mentina? – le chiese portando alla luce un tubetto di plastica che doveva contenere le caramelle.

- Sì, grazie, mi ci vuole proprio… - disse Lamponia allungando la mano e Arismanno le mise una compressa bianca nel palmo.

- È buona..! – osservò Lamponia subito dopo averla messa in bocca.

- Sono le “Sganeverns Mentes”. Non le trovi dappertutto! – rispose Arismanno con un sorriso. - Vado a fare una doccia… - dichiarò alzandosi dal letto e andò verso il bagno. Lamponia, seduta sul letto, lo seguì con lo sguardo. Arismanno sparì accostando la porta. Poi si giunse il rumore dello scroscio dell’acqua. Poco dopo Lamponia udì la porta scorrevole del box doccia che si chiuse con un leggero tonfo.

All’improvviso sentì una vampata di calore. Ma fu solo un attimo e poi le lasciò una voglia irrefrenabile di scopare. Senza pensarci su, si levò dal letto e corse verso il bagno. Nel farlo si tolse la camicetta strappando i bottoni, si sfilò il reggiseno e gli slip. Entrò in bagno che era nuda. Spalancò la porta di vetro del box doccia e fu immersa in una nuvola di caldo vapore. Entrò e afferrò il cazzo di Arismanno che rapidamente aumentò di consistenza e dimensione…

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mer

19

set

2012

120919 # 1 Arismanno - continua!

Arismanno l'Ingueppone si svegliò. Allungò la mano verso il comodino di fianco al letto per vedere l'ora. Era passata un'ora. Di fianco a lui Lamponia dormiva ancora.
"Cazzo, è proprio una bella figa..." pensò facendo scorrere lo sguardo lungo tutto il corpo della giovane donna.
Inspirò profondamente e si alzò dirigendosi verso il tavolo dove aveva lasciato il suo PC portatile e l'accese.
Digitò user e password per accedere alla navigazione wi-fi dell'albergo ed iniziò una delle sue perverse ricerche.

- - -

Rotaldragni stava scendendo velocemente le scale della centrale di Polizia con l'intento di ritornare all'albergo per ri-interrogare l'ingueppone, detto Arismanno ma a metà dell'ultima rampa si arrestò. Nella porta di vetro era apparsa la figura di un uomo in camice. "Un dottore scappato dall'ospedale?" pensò meravigliato e scese lentamente i gradini studiando l'uomo che stava parlando col piantone.
L'uomo col camice entrò e si trovò di fronte a Rotaldragni.
- La posso aiutare? - chiese questi piantandogli lo sguardo negli occhi.
- Ah, grazie, ma ho già chiesto al collega. Devo andare dal commissario Rotaldragni...
- Sono io! E lei è..? -
- Mi chiamo Sforbicioni, piacere! -
- Piacere mio, dottore. Ma lei va sempre in giro col camice?
- Ho il frac in tintoria...
- Senta, è vecchia come il cucù! Perché mi cercava?
- E' per via di quella faccenda di quello volato giù dalla finestra dell'albergo
- Ah! Stavo andando all'albergo. Mi accompagna, così parliamo?
- Mi permetto di suggerirle di andare all'ospedale, commissario...
- All'ospedale? Penso che lei sappia qualcosa che io non so... Venga, mi spiegherà per strada!

- Fossi in lei, manderei anche qualcuno a tener d’occhio quell’Arismanno che dovrebbe trovarsi ancora in albergo… - suggerì Sforbicioni.
- Sì… - acconsentì Rotaldragni dopo un istante di esitazione e portò il suo cellulare all'orecchio.

 

- continua -

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lun

17

set

2012

120917 # 1

Siamo parenti?

 

- Buongiorno, mi chiamo Ivonazzi

- E io Sciarconazzi

- Siamo parenti?

- Non lo so... ti piace la figa?

- Sì

- Il vino rosso?

- Sì

- Fare un cazzo?

- Sì

- Ce l'hai un blog?

- Non lo so...

- Siamo parenti!

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gio

13

set

2012

Post 120913 # 1

- Dunque..."Anche gli elettroni giocano a briscola?"

- Sì, è il titolo del mio ultimo libro.
- E di cosa si tratta?
- Di una provocazione
- Originale! Oggi come oggi, qualsiasi minchiata è giustificata come "provocazione"!
- Mi adeguo alla linea editoriale della mia casa editrice "La Nalphabeta"
- Ma la sua casa editrice non le ha contestato la non-accattivanza del titolo?
- No, perché lei non ha letto il sottotitolo..!
- Ah! Vediamo... Però! "Fenomenologia dello scambismo in Italia". Ah, be'...
- Ora si spiega tutto, no?

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mar

11

set

2012

Post 120911 # 1

- Le ho mai parlato della strategia di vendita di Termolindo Cicciottoni?
- No, non ne sono memore...
- Ascoltiamo quest breve registrazione su bobina!

- Buongiorno, sono Termolindo Cicciottoni! Le piace questo apparecchio?
- A me sembra un cubo di plastica con due led, uno verde e uno rosso...
- Vedo che lei è un acuto osservatore! Ma oltre ai led, in questa versione migliorata, ci sono anche due pulsanti: "On" e "Off"! Vede che belli?
- Se schiaccio "On" si accende il led verde, se schiaccio "Off" si accende quello rosso e si spegne quello verde... Vabbe' e quanto costa?
- Lei quanti soldi ha?
- Dunque, in banconote...trecento più quarantacinque e un po' di moneta. Perché?
- Eh, è la sua giornata fortunata! Questo apparecchio...
- ...che si chiama?
- "Inkyulodron Duemila"! Dicevo, questo apparecchio costa a listino cinquecento euro, ma io glielo lascio a trecentocinquanta e le dirò di più: le faccio una dilazione. Mi da adesso i trecentoquarantacinque e il saldo tra una settimana e poi glielo spedisco. Va bene?

- E poi?
- E poi ha perso l'ordine, ché il cliente ha capito che Cicciottone voleva spillargli molti più soldi del dovuto!
- Non ho parole!

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lun

10

set

2012

120910 # 1

- È questo l’ultimo libro che hai acquistato?

- Sì. L’ho scelto per via della copertina. È un bel disegno, vero?

- Sì, è una bella linea grafica. Chi è l’editore?

- Si tratta de “La Perdavvero” di Pirlopoli

- Mai sentita… Ma io sono analfabeta, sai com’è…

- Te ne leggo qualche brano

- Sì, grazie. Ma il titolo qual è?

- “Gli Spazi Mentali del dottor Sciarconazzi”

- Originale…

- Ascolta! Queste sono le prime due righe di presentazione:

 

“Ci sono uccelli che combattono per uscire dalle loro gabbie.”

”Ci sono uccelli che combattono per entrare…beh, non sono proprio gabbie!”

 

Il treno delle 10:40 da Ternallate verso Pizzogonia avanzava nella piatta campagna lombarda.

Il Professor Nullonguardi della Facoltà di Zerologia Totale stava parlando col suo collega il Professor De Toponis della Facoltà di Erotologia Ecumenica.

Il primo asseriva che gli spazi sono fondamentalmente mentali mentre il secondo gli contestava che nella mente albergavano talmente tanti pensieri che la cosmicità del tutto non rientrava negli argomenti rilevanti.

Insomma, non si capivano.

Per fortuna che vennero raggiunti da Scoponilda Cosciardelli che attirò la loro attenzione sul suo decolté mettendoli subito d’accordo sul fatto che due belle tette hanno sempre il loro bel perché!

 

Alle 11:47 il treno entrò nella stazione di Bottigliara.

Della gente scese, altra salì. Ma il treno non ripartì subito, stette fermo in stazione.

I passeggeri aspettavano che riprendesse la corsa e invece, quando si mosse, lo fece nella direzione opposta.

Stava tornando indietro.

Qualcuno pensò che si trattasse di una manovra ma poi il capo treno annunciò dall'altoparlante che il macchinista aveva nostalgia di casa e, non resistendo, stava tornando indietro verso Ternallate dove c’era ad aspettarlo tutta la sua famiglia e il cane Telefono.

 

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gio

06

set

2012

Una buona notizia!

- Ho una buona notizia: ho perso peso!
- Bravo! Come hai fatto?
- Mi sono purgato e ho espulso l'impossibile!
- Ti piace vincere facile, eh?

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gio

06

set

2012

"L'uomo che era la moglie di se stesso parte II" - Atto unico

"L'uomo che era la moglie di se stesso parte II" - Atto unico

 

 

Un uomo sta al centro di un palco vuoto sotto l'occhio di bue (l'occhio di bue è un faro che illumina una zona circoscritta).

 

L'uomo declama:

- Se voglio una camicia stirata, devo stirare!

e mima l'atto dello stirare

- Se voglio mangiare, devo cucinare!

e mima l'atto di girare un mestolo in una pentola

- Se voglio che per terra sia pulito, devo passare il mocio

e mima l'atto di passare lo straccio sul pavimento

- Se voglio l'amore...

lascia la frase sospesa e con un salto si gira dando le spalle al pubblico; si intuisce che sta mimando la masturbazione.
Di colpo l’occhio di bue si spegne e c’è buio in sala.
Si ode un tuono e sul lato sinistro del palco appare una donna illuminata dall’occhio di bue che avanza decisa verso il centro del palco.
Ora le luci la illuminano da ogni parte mentre l’occhio di bue si spegne.
La donna declama ad alta voce rivolta al pubblico
- Noi siamo molto più di questo! Noi siamo DONNE! Sì, con la “D”, la “O”, le due “N” e la “E” maiuscole! Pensaci!”
La donne riprende a camminare verso destra ed esce di scena.
Si sente la “Primavera” di Vivaldi.
L’uomo viene illuminato e corre ad inseguire la donna.
La musica sfuma e si odono le voci dei due attori che recitano all’unisono dietro le quinte.
- Amore, amore. Soltanto eterno amore!

Il sipario cala e si accendono le luci in sala.

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mer

05

set

2012

L'uomo che era la moglie di se stesso - Atto unico

"L'uomo che era la moglie di se stesso" - Atto unico


Un uomo sta al centro di un palco vuoto sotto l'occhio di bue (l'occhio di bue è un faro che illumina una zona circoscritta).

L'uomo declama:
- Se voglio una camicia stirata, devo stirare!
e mima l'atto dello stirare
- Se voglio mangiare, devo cucinare!
e mima l'atto di girare un mestolo in una pentola
- Se voglio che per terra sia pulito, devo passare il mocio
e mima l'atto di passare lo straccio sul pavimento
- Se voglio l'amore...
lascia la frase sospesa e con un salto si gira dando le spalle al pubblico; si intuisce che sta mimando la masturbazione.

Il sipario cala e si accendono le luci in sala.

- E questo è quello che avete visto ieri sera a teatro?
- Sì, perché?
- Mah... Vi è piaciuto?
- A noi piace la sperimentazione
- Ah, ecco. E quanto l'avete pagata questa..."sperimentazione"?
- Tre euro e cinquanta, più un euro per i pop corn
- E poi siete tornati a casa?
- No, siamo andati al night dove abbiamo lasciato più di cinquecento euro
- Serata proficua!

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mer

05

set

2012

L'uomo che era la moglie di se stesso

- Guarda mamma, ho fatto un dinosauro col pongo. Ti piace?

- Che strano dinosauro… Qual è il davanti?

- Ma come? È questo! Certo che tu di dinosauri non te ne intendi per niente…

- Eh, scusa se sono soltanto un’astrofisica nucleare e non m’intendo di animali estinti…

- Ecco, quando non hai argomenti mi tiri fuori la storia della tua specializzazione! Vabbe’, vado a terminare la redazione della mia “Opera Omnia”

- Non fare tardi che stasera ceniamo alle sette!

- Perché?

- Perché poi andiamo a teatro a vedere “L’uomo che era la moglie di se stesso”

- Ah, già!

 

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mar

04

set

2012

Pristinare di nuovo!

- Mamma, oggi la maestra ci ha imparato una nuova parola. Però è difficile!
- Si dice "la maestra ci ha insegnato"!
- Ah, davvero..? Vabbe'.
- E qual è la parola?
- Aspetta che provo a dirla tutta insieme: ripritistinare...
- Sarà "ripristinare"
- Sì, pristinare di nuovo.
- Uhm... E a te piace questa parola?
- Sì, perché è come la musica jazz: sincopata!
- Perché, a te piace la musica jazz?
- No.
- Sei una contraddizione vivente!

 

* * * * * * *

 

- Mamma, perché non ripristiniamo i Dinosauri?
- Eh? Perché? Ma soprattutto COME?
- Col DNA dei resti fossili! Impiantiamo le cellule segrete nelle uova di coccodrillo così nasce un Tirannosauro Rex!

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lun

03

set

2012

E' un po' come orgasmare

E' un po' come orgasmare
Perché arriva il momento in cui ci pensi un po' su e ti dici che "basta, basta! basta, non scrivo più!" e invece poi...
E invece poi ti "crei" il tuo nuovo spazio per scrivere le tue personalissime "orgasmate" ad uso e beneficio tuo e di chi ti leggerà.
E il pagliacciamento autocompiaciuto riparte.
Non sfuggiamo a noi stessi e io non inizio neppure a correre.
Tanto si sapeva che andava a finire così!

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