Il Manoscritto di Arismanno

120616 # 1 - ...il manoscritto riprende!
Post n°554 pubblicato il 16 Giugno 2012 da charquai67

Arismanno l'ingueppone si sedette al tavolo di quercia.
"Che bel legnozzo!" pensò e picchiò vigorosamente con le nocche.
- Avanti! - disse una voce.
Arismanno si voltò e indovinò la calotta di una testa incanutita.
- Mi perdoni! Sono stato io. Ho picchiato su questo bel tavolaccio di quercia!
- Non riesco a girarmi che ieri ho esagerato con la palestra. Mi farebbe la cortesia di ruotare la mia poltrona così ci vediamo in faccia?
- Ci mancherebbe! - rispose Arismanno.
- Grazie! Così è molto meglio. Diceva che ha dato un colpo al tavolo?
- Sì, m'è venuto spontaneo. Mi permetto: sono Arismanno l'ingueppone!
- Molto lieto! Io sono Abicì.
- Prego?
- Mi chiamo Fustarnolfo Abecedario, per gli amici Abicì con l'accento sull'ultima "i".
- Originale...
- Beh, detto da uno che si chiama "Arismanno"...
- Senta, non ho voglia di litigare...
- No, no, litighiamo invece! E' così bello far pace dopo, hehehehe!
- Ma sei scemo? Manco fossi una bella figa!
- Mi metta come stavo prima. Questa conversazione ha trovato il suo capolinea!
- Farò di meglio, caro testadicazzo!

120616 # 2 - ...e il manoscritto incede!
Post n°555 pubblicato il 16 Giugno 2012 da charquai67

E così dicendo Arismanno sollevò la poltroncina con sopra Fustarnolfo (che stava aggrappato ai braccioli) e la scagliò contro la grande vetrata.
La poltroncina rimbalzò conto la finestra e finì con un tonfo sul pavimento dove si incrinò con un rumore di legno schiantato.
- Coglione! - disse Fustarnolfo con voce strozzata dal dolore - il vetro è antiproiettile! E ora mi si sono rotte per lo meno quindici costole e ventidue vertebre (almeno penso: in anatomia ero una vera frana!)
- A questo rimediamo subito, esimia testadicazzo! - ribatté Arismanno.
Con una mano afferrò il malcapitato vecchietto per la nuca e con l'altra spalancò la finestra. Lo scaraventò fuori di cinque metri e a seguire gli lanciò dietro la poltrona mezza scassata. Richiuse la finestra e tirò la tenda.
- E così ci siamo levati dai coglioni un discreto rompicazzo da competizione - disse soddisfatto mentre tornava al tavolo.
- Buongiorno! - disse una voce dalla porta. Era una voce di donna e l'orecchio allenato di Arismanno capì che si trattava di una bella fica (o figa che dir si voglia).
- Buongiorno! - rispose Arismanno voltandosi verso la voce e sorrise.
- Mi scusi, ha visto per caso mio marito?
- Non saprei...non lo conosco. Chi è suo marito?
- Si chiama Abicì e in genere occupava...ma! ma qui manca la sua poltrona! Sa se qualcuno l'ha portata via?
- Poltrona? Abicì... - ribatté balbettando Arismanno.
- Lei è nuovo di qui?
- Sono arrivato in città mezz'ora fa col treno delle quattro e dieci
- Capisco... Certo che succedono cose strane. Non trova?
- Lei dice così perché non ha mai letto il blog di Sciarconazzi!
- Ma questo E' il blog di Sciarconazzi!
- E che mi dice del manoscritto
- Senta, non ci si metta anche lei, eh!
 
120617 # 1 - Il Manoscritto di Arismanno
Post n°556 pubblicato il 17 Giugno 2012 da charquai67

- Non volevo irritarla, signora!
- Ma no, anzi, mi scusi lei: sono un po’ nervosa…
- Problemi?
- E’ una storia lunga e non voglio annoiarla. Inoltre dovevo vedermi con mio marito perché siamo in partenza…
- Vorrei poterla aiutare ma… - Arismanno venne interrotto dallo squillo di un cellulare.
- Mi scusi..! – disse la donna portandosi il telefono all’orecchio. – Come? Quando? Oh, santo cielo! Arrivo subito! -
- Che succede? – chiese Arismanno.
- Mio marito! Dicono che è precipitato dalla finestra e si è spiaccicato al suolo!
- È ancora vivo?
- Ma che ne so… Devo andare! – e così dicendo la giovane donna si precipitò fuori dalla stanza.
In una frazione di secondo Arismanno decise di seguirla e la raggiunse sul pianerottolo mentre si aprivano le porte dell’ascensore.
La donna picchiettava nervosamente il tacco sul pavimento mentre le lucine dei pulsanti dei numeri si alternavano.
Come l’ascensore si arrestò al pianterreno, Arismanno si piazzò davanti alle porte scorrevoli dicendo – Le faccio strada! -
Uscendo investì un anziano che attendeva davanti alla porta sbattendolo a terra. La giovane donna lo scavalcò correndo dietro ad Arismanno.
Giunsero davanti all’ingresso dell’albergo e videro a pochi metri un capannello di gente. Intuirono che era là che giaceva Fustarnolfo.
Con voce baritonale Arismanno gridava – Fateci passare! Presto, fate passare la moglie! -
E la gente si scostava.
- Fustarnolfo!!! – gridò la moglie.
Il vecchio era disteso sulla schiena. Un uomo in camice bianco con lo stetoscopio, inginocchiato a terra, gli teneva la testa appoggiata sulla coscia.
- Lei è un medico?
- No, gestisco un’edicola. Altre domande sceme? Guardi che suo marito non ha molto tempo. Parli se deve dirgli qualcosa…
- Grazie, dottore… Fustarnolfo… Che è successo? Chi è stato? Invero ti vendicherò, parla!
- Lamponia mia! Sento tanto freddo, sai? Tanto…
- Povero cucciolo! Dimmi chi è stato! Dimmi contro chi deve levarsi la mia scure vendicatrice!
- Il tuo furore mi rende il trapasso più dolce… E’ stato…ah!
- Fustarnolfo! Fustarnolfo! Dottore! Faccia qualcosa, noooo!!!
In quel momento si accostò Arismanno che non aveva perso una sillaba di quella conversazione e che aveva sudato freddo per tutto il tempo.
Prese Lamponia per le spalle e l’accompagnò all’interno dell’albergo.
In quel momento si udirono le sirene dell’ambulanza che arrivava.

120618 # 1 - Il manoscritto di Arismanno - continua -
Post n°557 pubblicato il 18 Giugno 2012 da charquai67

Ne discesero due paramedici con la barella rotellante. Videro l’incamiciato che reggeva ancora la testa del Fustarnolfo e gli rivolsero uno sguardo interrogativo al quale il medico rispose scuotendo la testa.
Caricarono il corpo con cura sulla barella e tornarono all’ambulanza.
Il medico, dopo essersi guardato intorno, li seguì. – Vengo con voi all’ospedale! -
- D’accordo, dottore… -
L’ambulanza ripartì a sirene spiegate.
Ad attenderli al Pronto Soccorso dell’ospedale “Trimolanzio Benguardoni” c’era già una squadra che fece i primi rilievi sulla barella lungo il corridoio verso la sala operatoria (come in E.R.).
- Glielo affido! – disse il medico-edicolante, che si chiamava Lagordenio Sforbicioni, al chirurgo prima che le porte della sala si richiudessero.

Nel frattempo all’albergo…
- Ma come può essere successo? – si domandava Lamponia seduta al tavolo di quercia. Si contorceva nervosamente le dita tormentando la sua fede.
- Non so cosa dirle… Come le dicevo, io sono arrivato, la porta era aperta e non c’era nessuno. Ho notato la finestra aperta e l’ho chiusa. Ma mai nella vita mi sarei immaginato che…non voglio nemmeno pensarci! – bisbigliò raucamente Arismanno nascondendo il volto nelle mani.
Lamponia vide che sussultava, come se stesse piangendo. E invece stava ridendo, il maiale, perché era convinto di averla fatta franca.
In quel momento bussarono alla porta ed entrarono tre uomini in borghese con l’aria da sbirri; erano sbirri.
 
120618 # 2 - Il manoscritto di Arismanno - continua
Post n°558 pubblicato il 18 Giugno 2012 da charquai67

- Buongiorno! Sono il commissario Rotaldragni e questi sono i miei assistenti. Purtroppo dobbiamo rivolgervi le solite domande di rito: è per il rapporto! -
- Prego… - disse Arismanno fingendo di asciugarsi una lacrima e indicando una sedia.
- Bene… È lei la vedova del…defunto? – chiese Rotaldragni
Lamponia fece un cenno d’assenso col capo ed esplose in un pianto incontrollato.
Arismanno toccò il braccio al commissario e con la testa gli fece cenno di uscire con lui per parlargli a quattr’occhi. Il commissario si alzò e i due uomini uscirono. Gli assistenti di Rotaldragni rimasero con Lamponia.
- Vede, commissario – esordì Arismanno tenendo il tono di voce basso – Lamponia, volevo dire la signora Abecedario…beh, insomma, la vedova è troppo scossa in questo momento! Se vuole posso darle io il quadro della situazione…
- Anzi, lo apprezzerei molto, signor..? -
- Mi chiamo Arismanno l’ingueppone
- Il cognome è “Ingueppone”?
- No, è un soprannome. I miei non potevano permettersi un cognome e così abbiamo optato per un soprannome. Meglio di niente, no?
- Mmmmhh..! E che parte ha lei in tutta questa faccenda?
- Sono qui per affari e stavo aspettando il mio cliente in quella stanza
- Chi è il suo cliente?

120618 # 3 - Il Manoscritto di Arismanno - continua
Post n°559 pubblicato il 18 Giugno 2012 da charquai67

- Termolindo Cicciottoni
- Dopo me ne dia gli estremi, sa dobbiamo verificare: è la prassi
- Ma ci mancherebbe altro!
- Prosegua, la prego…
- Beh, c’è poco da aggiungere: come già spiegavo alla signora, la stanza era vuota e io ho chiuso la finestra perché faceva corrente. Poi è arrivata Lamponia, ha ricevuto la chiamata e siamo scesi. Il resto lo sa anche lei, commissario.
- E non ha notato nessuno uscire dalla stanza dove stava, presumibilmente, l’Abecedario?
- Guardi, ero in ritardo e piuttosto teso. Non escludo di aver incrociato qualcuno ma non ci ho fatto caso…
- Certo, capisco. Beh, grazie in ogni caso. Si trattiene ancora in città?
- Sì, perché il Cicciottoni mi ha bidonato per oggi e lo incontrerò domani, per cui passerò la notte qui, in questo albergo maledetto…
E così dicendo l’Arismanno si coprì nuovamente il volto per nascondere un attacco di pianto (finto, rigorosamente finto).
 
120618 # 4 - Il Manoscritto di Arismanno continua
Post n°560 pubblicato il 18 Giugno 2012 da charquai67

Il commissario Rotaldragni scosse il capo e diede una pacca sulla spalla all’Arismanno.
Lo lasciò sul pianerottolo e rientrò nella stanza. L'assistente seduto di fianco a Lamponia, si voltò e scosse il capo come a dire “niente da fare, boss!”. L’altro stava prendendo le impronte sulla finestra.
- Vabbe’, manderemo una collega e magari anche una psicologa… Tu, hai finito con i rilevamenti?
- Sì, capo. Ho anche controllato fuori ma non ci sono segni di scarpe o altro...
- Allora andiamo!
I tre poliziotti uscirono. Come li vide, Arismanno, soffiandosi rumorosamente il naso, entrò da Lamponia.
- Sono andati via? – chiese lei
- Sì, cara… Quei brutti omaccioni se ne sono andati… - disse Arismanno abbracciandola.
- Non mi conosci, eppure sei così caro…Arismanno…
- Chiunque farebbe lo stesso. Vieni, ti accompagno in camera…
- No, voglio camminare: se mi chiudo in stanza, in quella stanza, impazzisco, lo so già…
- Beh, puoi sempre venire nella mia…
- Dici davvero..? – rispose Lamponia con un filo di voce.
- Ma certo! Ormai sei vedova! -
- Eh? Cosa vorresti dire?
- Ehm…niente… Era per dire che la gente non potrà malignare…
- Oh, che caro! Ti preoccupi della mia reputazione… Sì, andiamo in camera tua. Penso che dormirò un po’…
- Ecco…
- Non vuoi che io dorma?
- Anzi, insisto! E ho bisogno di stendermi anch’io un attimo… Vieni, cara, andiamo…

120623 # 2 - Il Manoscritto di Arismanno - continua
Post n°566 pubblicato il 23 Giugno 2012 da charquai67

Nel frattempo all’ospedale “Trimolanzio Benguardoni”…
- Il suo paziente se la caverà! – disse il chirurgo abbassandosi la mascherina.
- Bene! Quando potrò parlargli? – chiese Lagordenio Sforbicioni, il medico-edicolante.
- Non prima di otto ore! Per ora l’abbiamo sedato a tutto spiano
- E le varie fratture?
- Quella è stata la parte più semplice: con un po’ di fil di ferro, quattro viti autofilettanti e una pulitina generale l’abbiamo rimesso in sesto. Il problema di quell’uomo è la testa..!
- Trauma cranico pesante, eh?
- No, è che è proprio una testadicazzo! Scusi, la parola!
- Non capisco…
- Parlava nel sonno anche sotto anestesia!
- Ma è straordinario!
- Lo dice lei, perché non ha sentito le stronzate di quell’imbecille miracolato! Vabbe’, io vado a ricucire insieme altri due o tre bunjee jumpers. Ci vediamo, dottor..?
- Sforbicioni! Piacere, Lagordenio Sforbicioni!
- Uhm… Ma lei va sempre in giro con lo stetoscopio al collo?
- È la mia coperta di Linus! Tornerò tra otto ore, circa
- Sì, tanto qui siamo sempre aperti!

120628 # 1 - Arismanno ( - continua!)
Post n°574 pubblicato il 28 Giugno 2012 da charquai67

In quel momento, nella stanza di Arismanno, lui e Lamponia sono distesi nel lettone matrimoniale…
- Ah, che pace, vero, Lamponia?
- Sì, e grazie per avermi dato quelle gocce a base di Valeriana amplificata…
- Ma ci mancherebbe altro… - rispose Arismanno. Poi lo sguardo gli cadde sull’orologio alla parete e notò che la lancetta dei secondi era ferma “Pile scariche!”, pensò.
Gli venne l’idea di fare “il poetico” come gli era capitato di imparare su un blog glitteroso.
- Lo vedi quell’orologio? Ecco, il tempo si è fermato… Si è fermato per noi! È un segno!
Ma Lamponia, ormai, rispose russando sprofondata nel suo sonno chimico.
- Ma che sfiga! Ho esagerato col dosaggio e questa si è abbioccata…
Dopo un minuto stava ronfando anche Arismanno.

Nello stesso momento, alla centrale di Polizia…
- E allora? – chiese il commissario Rotaldragni al collega della scientifica.
- Sì, in effetti le impronte rilevate sulla penna che lei ha prestato all’ingueppone corrispondono a quelle prese sulla maniglia della finestra, ma questo non prova niente!
- No, infatti! E invece su quella poltroncina che è stata scaraventata giù insieme al Fustarnolfo?
- Quella è di stoffa e temo che non troveremo molte tracce, checché ne dica la Madra Priora…
- Uhm…sì. Ma ho in mente qualcosa. Non parlate con la stampa e se insistono dite sempre “No Comment”, capito?
- Sì, capo!