120910 # 1

- È questo l’ultimo libro che hai acquistato?

- Sì. L’ho scelto per via della copertina. È un bel disegno, vero?

- Sì, è una bella linea grafica. Chi è l’editore?

- Si tratta de “La Perdavvero” di Pirlopoli

- Mai sentita… Ma io sono analfabeta, sai com’è…

- Te ne leggo qualche brano

- Sì, grazie. Ma il titolo qual è?

- “Gli Spazi Mentali del dottor Sciarconazzi”

- Originale…

- Ascolta! Queste sono le prime due righe di presentazione:

 

“Ci sono uccelli che combattono per uscire dalle loro gabbie.”

”Ci sono uccelli che combattono per entrare…beh, non sono proprio gabbie!”

 

Il treno delle 10:40 da Ternallate verso Pizzogonia avanzava nella piatta campagna lombarda.

Il Professor Nullonguardi della Facoltà di Zerologia Totale stava parlando col suo collega il Professor De Toponis della Facoltà di Erotologia Ecumenica.

Il primo asseriva che gli spazi sono fondamentalmente mentali mentre il secondo gli contestava che nella mente albergavano talmente tanti pensieri che la cosmicità del tutto non rientrava negli argomenti rilevanti.

Insomma, non si capivano.

Per fortuna che vennero raggiunti da Scoponilda Cosciardelli che attirò la loro attenzione sul suo decolté mettendoli subito d’accordo sul fatto che due belle tette hanno sempre il loro bel perché!

 

Alle 11:47 il treno entrò nella stazione di Bottigliara.

Della gente scese, altra salì. Ma il treno non ripartì subito, stette fermo in stazione.

I passeggeri aspettavano che riprendesse la corsa e invece, quando si mosse, lo fece nella direzione opposta.

Stava tornando indietro.

Qualcuno pensò che si trattasse di una manovra ma poi il capo treno annunciò dall'altoparlante che il macchinista aveva nostalgia di casa e, non resistendo, stava tornando indietro verso Ternallate dove c’era ad aspettarlo tutta la sua famiglia e il cane Telefono.

 

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Commenti: 11
  • #1

    Io (lunedì, 10 settembre 2012 19:08)

    C'è una morale e un messaggio in questo bestseller che il suo povero traduttore dicendomi "che ti frega dell'interpretazione, tanto ci sta tutto" mi ha spiegato così: poichè qui non si scopa mai con ste seghe mentali meglio tornare in gabbia, tanto posso far tutto col Telefono.

  • #2

    sciarconazzi (martedì, 11 settembre 2012 08:57)

    Uhm...un'inaspettata chiave di lettura.
    Senti un po', a proposito di chiavi... :oD
    Chiavi? ;oD

  • #3

    specchio (martedì, 11 settembre 2012 11:37)

    e dopo le prime righe del libro dò un senso al motivo di Battiato "Gli uccelli"..strano..avrei detto che al macchinista si fosse presentata la Scoponilda e le tette gli avesssero fatto perdere la...bussola:)

  • #4

    sciarconazzi (martedì, 11 settembre 2012 12:17)

    Scoponilda si stava "occupando" dei due Professoroni tirapippe!
    ;oP

  • #5

    pian (martedì, 11 settembre 2012 14:44)

    Ma non ha senso chiamare un cane telefono!

  • #6

    sciarconazzi (martedì, 11 settembre 2012 14:54)

    E' uscito estraendo le tesserine dello Scarabeo...

  • #7

    cappottino (martedì, 11 settembre 2012 23:27)

    Dimmi se ho inquadrato bene dove e come si collocano nel tempo e nello spazio i personaggi.
    Allora... stazione di Bottigliara, ore 11.47.
    Fermo immagine: due pirla qualsiasi, forse seduti su una fredda panchina di marmo, parlano tra di loro circa un certo libro. Contemporaneamente, qualche binario piu' in la', giunge il treno da Ternallate, nei cui scompartimenti stanno piacevolmente discutendo dei massimi sistemi altri due "illuminatissimi": Prof. Nullonguardi e Prof. De Toponis.
    Interrompe l' amorevole conversazione dei due professori la zinna-dotata Scoponilda.
    Conduce il treno Il Macchinista.
    Sullo sfondo, la famiglia del Macchinista e il loro cane Telefono.
    Se fin qui ci siamo, comincerei con il mio strampalato (ma non sottovalutarmi) commento :-))))))

  • #8

    cappottino (martedì, 11 settembre 2012 23:28)

    (segue)
    Bene.
    Un libro ha valore per il significato del contenuto, per il messaggio che vuole veicolare, per la qualita' della scrittura, per le emozioni che trasmette... e per tante altre cose, MA non dimentichiamoci l' importanza della copertina. La copertina tutta eh!... quindi anche la quarta di copertina ed eventualmente, anzi senza eventualmente, le alette interne. Tutto deve vibrare all'unisono.
    La grafica, l'immagine raffigurata, il colore, la qualita' della carta. Tutto dev'essere accattivante e sensorialmente invitante. La copertina deve attrarre, dallo scaffale, il potenziale lettore. E' il suo abito... e' come si presenta al mondo.
    Anche il titolo non e' da sottovalutare. Deve puntare sull'evocazione. Sull'associazione di idee...
    Ha il valore di una promessa.
    E qui, nel tuo caso, "Gli Spazi Mentali del dottor Sciarconazzi" mi pare azzeccato: quel tanto accattivante che basta ad incuriosire (tant'e' che quei due l'hanno acquistato).
    "Spazi mentali...." sìsì... prende, prende! ;-)
    Ti conduce subito alla complessita' della mente umana che trova "sfogo" nel Pensiero... laddove l'azione nel reale e' impossibile, per incapacita' del soggetto o per ambizioni troppo elevate.
    I nostri pensieri sono tutto cio' che possediamo davvero (non so se mi e' venuta così o se l'ho letta da qualche parte... in ogni caso spero che non ti bannino per violazione di copiright. Ma qui non siamo su Libero)... quindi esorto a fare le piu' grandi porcate, almeno lì! :-)

  • #9

    cappottino (martedì, 11 settembre 2012 23:30)

    (segue)
    Anche l'incipit ha la sua porca importanza.
    Bastano poche righe... e ti si apre un mondo. E l' capisci se puo' essere anche il tuo mondo.
    Un amore a prima vista, insomma.
    (be', a dire il vero, io non mi faccio mai ciulare da quelle quattro righe... vado anche verso la pagina 35... non si sa mai).
    Spazi mentali di Sciarconazzi comincia così: "Ci sono uccelli che combattono per uscire dalle loro gabbie.
    Ci sono uccelli che combattono per entrare…beh, non sono proprio gabbie!"
    Il valore intrinseco del romanzo e' gia' tutto in quelle parole. Da' subito l'idea di qualcuno che desidera... la vita e' tensione verso qualcosa, e' desiderio e finche' si desidera si e' in costante armonia con l' Universo.
    Poi c'e' il duello, la battaglia, il "combattere", che rafforza subito il concetto.
    Se combatti per qualcosa e' perche', per davvero, quello che vuoi e' forte, incontenibile, inesorabile (ahahahaha... ahahahahah... ahahahahha...)
    "Combattere" porta alla mente il movimento... tutto il tuo essere, ogni tua fibra e' tesa verso quell'azione, quel traguardo: entrare uscire... entrare uscire... entrare uscire (oddio mi sto eccitando!) in un'estenuante alternanza che conduce all' estasi. (ahahahah... ahahahahah... 'gna faccio!... cherridere...).
    E comunque, per come la vedo io, il Nullonguardi e il De Toponis affermano concetti condivisibili.
    Il primo, che "gli spazi sono fondamentalmente mentali", anche se e' vero solo in parte, perche' "spazio" e' anche un luogo esterno alla nostra psiche. Ma e' vero anche quello in cui si e' davvero liberi e' solo quello mentale, poiche' in quelli cosiddetti "veri" si e' condizionati per mille motivi e c'e' sempre qualcuno pronto a romperti i coglioni proprio mentre hai deciso di stenderti un po' sul divano e cazzeggiare come meglio credi, per dire :-)))

  • #10

    cappottino (martedì, 11 settembre 2012 23:31)

    (segue)
    Il De Toponis... pure lui ha il suo perche'.
    "La cosmicita' del tutto"... il piccolo nel grande e il grande nel piccolo, tanto caro a Ermete Trismegisto e a una certa filosofia orientale...
    La visione olistica della quotidianita', della vita stessa oserei dire.
    Anche se, parlare di "argomenti rilevanti" esclude buona parte del cosmo per concentrarsi sul "particolare", sul dettaglio.
    Una mera contraddizione.
    Insomma due bei cervelli... ma ognuno che va per conto proprio... ahahahah... ahahahah...
    Su una cosa concordano, e sono le tette della Scoponilda... ed e' gia' qualcosa.
    Per concludere... e' il Macchinista che gioca un ruolo determinante e rimette tutti i tasselli al loro posto.
    Gli spazi mentali, a volte, nei casi piu' fortunati, collimano e combaciano perfettamente con gli spazi veri, reali: lo spazio mentale del macchinista e' occupato dallo spazio reale... laddove per spazio reale s'intende la sua famiglia e il cane.
    Quindi, per concludere davvero, si evince che "Gli Spazi Mentali del dottor Sciarconazzi" sara' un bestseller.

    (a noi Beckett e Ionesco ci fanno una pippa... ahahahah. ahahahhaha...)

  • #11

    sciarconazzi (mercoledì, 12 settembre 2012 09:56)

    Cappottina...
    Sono senza parole: le hai usate tutte tu!
    I tuoi supermegacommenti totali ed assoluti mi fanno da sprone per scrivere e scrivere ancora e ancora!
    Grazie! SMACK & PTCIU'!
    :-D