"L'uomo che era la moglie di se stesso parte II" - Atto unico

"L'uomo che era la moglie di se stesso parte II" - Atto unico

 

 

Un uomo sta al centro di un palco vuoto sotto l'occhio di bue (l'occhio di bue è un faro che illumina una zona circoscritta).

 

L'uomo declama:

- Se voglio una camicia stirata, devo stirare!

e mima l'atto dello stirare

- Se voglio mangiare, devo cucinare!

e mima l'atto di girare un mestolo in una pentola

- Se voglio che per terra sia pulito, devo passare il mocio

e mima l'atto di passare lo straccio sul pavimento

- Se voglio l'amore...

lascia la frase sospesa e con un salto si gira dando le spalle al pubblico; si intuisce che sta mimando la masturbazione.
Di colpo l’occhio di bue si spegne e c’è buio in sala.
Si ode un tuono e sul lato sinistro del palco appare una donna illuminata dall’occhio di bue che avanza decisa verso il centro del palco.
Ora le luci la illuminano da ogni parte mentre l’occhio di bue si spegne.
La donna declama ad alta voce rivolta al pubblico
- Noi siamo molto più di questo! Noi siamo DONNE! Sì, con la “D”, la “O”, le due “N” e la “E” maiuscole! Pensaci!”
La donne riprende a camminare verso destra ed esce di scena.
Si sente la “Primavera” di Vivaldi.
L’uomo viene illuminato e corre ad inseguire la donna.
La musica sfuma e si odono le voci dei due attori che recitano all’unisono dietro le quinte.
- Amore, amore. Soltanto eterno amore!

Il sipario cala e si accendono le luci in sala.

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Commenti: 2
  • #1

    specchio (venerdì, 07 settembre 2012 16:15)

    insieme nell'aldilà????:OOOOO

  • #2

    sciarconazzi (venerdì, 07 settembre 2012 16:22)

    Beh, magari fra cento e più anni. Perché no?
    Pensieri allegri del venerdì pomeriggio?
    "Amore, amore. Soltanto eterno amore!"
    :o)